La pesca a mosca in provincia di viterbo

Prima edizione del Fly Fishing Festival

Il Tuscia Fly Club era presente al Fly Fishing Festival il 3 settembre 2022 presso le sorgenti del torrente La Sponga nell’ambito del programma estivo Dimensione Cultura 2022  patrocinato dal comune di Canistro (AQ) e organizzato da Fly Club Marsica, Rodmakers IBRA e SIM, in occasione del quale è stato presentato il tratto di riserva no kill per la pesca a mosca sul fiume Liri.

Noi del Tuscia Fly Club, invitati all’evento, abbiamo partecipato con piacere e il nostro presidente è stato tra gli oratori della giornata.

I nostri “costruttori” intenti ad abbinare peli e piume

Dopo due ore di viaggio siamo arrivati a Canistro, un paesino in provincia de l’Aquila ma non lontano dal confine con il Lazio ed attraversato dal fiume Liri, un paesino che ci siamo ripromessi di visitare in futuro magari durante una gita di pesca e dopo qualche altro chilometro di curve, immersi in una natura splendida, abbiamo raggiunto uno slargo dove era già a buon punto la preparazione degli ultimi gazebo per i laboratori di costruzione di mosche artificiali e canne in bambù che hanno operato durante tutto il corso della giornata.

Ospiti dell’evento il sindaco di Сanistro Gianmaria Vitale e l’assessore regionale Guido Quintino Liris a rappresentare le autorità sul territorio, persone dal mondo dell’associazionismo della pesca a mosca ovvero Osvaldo Velo presidente del nostro Tuscia Fly Club (Unione Nazionale Pescatori a Mosca – UNPeM), Osvaldo Galizia della SIM-Scuola Italiana Mosca, ed esponenti di enti che si adoperano nella tutela e la promozione del territorio e dell’ambiente come l’architetto Rita Rufo direttrice della riserva regionale Zompo lo Schioppo, Giorgio Cavatorti editore di H2O Magazine e consulente ente turismo del Trentino.

Gli interventi del sindaco Gianmaria Vitale dell’assessore Guido Quintino Liris hanno sottolineato l’interesse per la valorizzazione dell’ambiente come motore e nuovo stimolo allo sviluppo del territorio, anche attraverso le risorse derivanti dal PNRR attraverso progetti di riqualificazione delle realtà territoriali.

In quest’ottica le iniziative come quella del tratto no kill del Liri potrebbero costituire una valida spinta all’economia locale e creare una spirale virtuosa di cui ambiente e persone potrebbero trarre vantaggio.

L’esperienza che la SIM ha fatto a Castel di Sangro può servire ad evidenziare quali successi possono essere raggiunti con tali attività, facendo di località un tempo poco conosciute dei centri di interesse non solo per l’ambiente e la pesca ma anche per la cultura e lo sport in generale rendendoli famosi anche oltre i confini nazionali.

La collaborazione con enti e parchi naturalistici come quello di Zompo lo Schioppo, in cui si può intervenire non solo sulla fruibilità delle risorse naturalistiche ma attivamente a protezione di queste con progetti che vadano a intervenire su inquinamento e dissesto idrogeologico, è preziosa e permette di avvalersi di una capacità organizzativa che può fare scuola in considerazione delle migliaia di visitatori che questo ed altri parchi hanno durante l’anno.

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Giorgio Cavatorti (H2O) ha spiegato come la promozione della pesca abbia avuto in Trentino ricadute importanti sui territori interessati, aumentando i flussi turistici, soprattutto durante i mesi di bassa stagione, andando a riempire le strutture ricettive nei periodi in cui ne hanno più bisogno: qui si è lavorato insieme a professionisti del turismo e ci si è adoperati per la formazione di guide di pesca creando di fatto nuove figure professionali.

È emerso inoltre che il 90% del turismo legato a alla pesca è costituito da pescatori con la mosca e dato che questa tecnica ha anche il vantaggio di impattare meno sulla fauna ittica, grazie alla cultura di rilascio del pesce molto diffusa in chi la pratica, ci si è naturalmente focalizzati su questa disciplina per creare offerte e pacchetti turistici ad hoc.

Sicuramente le difficoltà non sono poche e il richiamo economico potrebbe sbilanciare tali attività, piene di buoni propositi, creando un boomerang e sfociando ancora una volta nello sfruttamento ambientale. È per questo che la presenza delle associazioni di pesca a mosca è importante ed è fondamentale che l’attenzione di queste resti alta per vigilare sulla gestione del fiume e tutelarne la salute.

Due “omonimi” fianco a fianco:  a destra, Osvaldo Velo del Tuscia Fly Club/UNPeM e,  a sinistra,  Osvaldo Galizia (SIM).

In quest’ottica l’intervento del presidente del Tuscia Fly Club, Osvaldo Velo, che pure esprimendo apprezzamento per questa iniziativa, ha posto l’accento sulle criticità che spesso si riscontrano nei no-kill, dove tratti brevi di corsi d’acqua vengono sottoposti a pressioni di pesca eccessive o dove ancora non si ha una politica di ripopolamento che vada verso la naturalizzazione dei fiumi, immettendo ad esempio pesci alloctoni ed è per questo che abbiamo accolto con piacere la notizia che tra i progetti del contratto di fiume c’è quello di caratterizzazione genetica della trota del bacino Fucino-Liri in ottica di futuri ripopolamenti.

Purtroppo anche le attività di canoismo, acqua trekking e rafting ancorché vendute al publico come momenti di comunione con la natura rischiano, se non regolamentate, di fare enormi danni alla fauna del fiume.

Tutto ciò dovrebbe spingerci ad essere critici non solo nei confronti di sport o pratiche potenzialmente dannosi ma anche nei confronti di abitudini che noi stessi pescatori dovremmo evitare (come l’entrare in acqua sempre e comunque)  ed usando le dovute accortezze e attrezzature per il rilascio del pesce.

Il meteo che per tutta la mattinata ci ha tenuti col fiato sospeso ci ha graziato fino all’ora di pranzo permettendoci di gustare l’ottimo l’antipasto sushi della chef Maki Fukuoka seguito dai panini offerti dall’organizzazione. Qualche minuto di pioggia e poi di nuovo qualche raggio di sole che ci ha accompagnato verso la fine dell’evento in un atmosfera decisamente più rilassata.

Ricaricato il materiale in macchina e salutati tutti gli amici vecchi e nuovi mancava una sola cosa da fare… andare a vedere il fiume!

Affacciati sugli argini in cemento del Liri e risalendo fino al ponte che lo attraversa tra le strade di Canistro lo abbiamo ammirato, non senza un pizzico di rammarico per non avere il tempo di fare qualche lancio ma alla fine ci siamo dati appuntamento anche con questo nuovo amico.

Il Liri a Canistro
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Amedeo

Nota: un ringraziamento particolare ai Soci che hanno preso parte a questa “spedizione” (Sandro, Amedeo, Giuliano ed Anna) con i quali mi sono “sciroppato” una bella quantità di chilometri. Una giornata molto lunga ma ne è valsa la pena, grazie anche a chi ha organizzato questa bella manifestazione che ci ha permesso di incontrare tanti amici vecchi e nuovi.

O.V.

 

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