La pesca a mosca in provincia di viterbo

BOZZA – Suggerimenti di economia

Pubblicato su “La Fune” di Viterbo il 29/06/17

 

La pesca a mosca, si sa, è una tecnica che racchiude in sé tante componenti. Abbiamo il lancio, l’entomologia, la storia, la filosofia, la costruzione delle canne in bambù… ma quella più importante, o quanto meno la più utile dal punto di vista pratico e forse anche economico, è la costruzione delle mosche.

Il neofita rimane spesso affascinato di fronte a vere e proprie opere di cesello che fanno bella mostra di sé nelle pagine delle riviste o nelle varie gare di costruzione che ogni anno si ripetono in giro per l’Italia. E, abbagliato da queste bellezze in miniatura, intraprende troppo spesso la via dello sperpero rimanendo a volte deluso. Oppure, peggio ancora, non sia avvicina alla pesca a mosca convinto che l’investimento in materiale da costruzione sia troppo elevato per le proprie possibilità.

Senza voler togliere nulla al merito di materiali prodotti appositamente per la nostra passione di costruttori, vediamo di fornire qualche aiuto a chi vorrebbe cominciare ma non ha intenzione di spendere una fortuna.

Iniziamo con i colli di gallo. Una hackle (una piuma…) di gallo di ottima qualità permette di ottenere risultati eccellenti sotto tutti i punti di vista ma ha poco senso investire cifre importanti (non di rado sopra i 100E) per un collo di gallo se siamo agli inizi. Per le nostre prime mosche potremo scegliere colli di gallo di qualità inferiore oppure utilizzare gli scalpi di galli e galline del nostro pollaio (o di qualche amico/parente/vicino) avendo cura di NON bagnare l’animale prima di spiumarlo. Il risultato non sarà certamente paragonabile agli artificiali realizzati con piume di gallo di qualità superiore, ma per iniziare – e capire bene il processo della costruzione – vanno bene.

Per quanto riguarda i corpi, possiamo provvedere a spazzolare con cura il nostro gatto o cane per ottenere dell’ottimo materiale da dubbing. Tanti anni fa, ho conosciuto un pescatore a mosca che si autoproduceva il dubbing con un altro sistema: tagliuzzava gli scarti di tappeti e tappetini ormai usati inserendoli in un macina-caffe; otteneva così un “qualcosa” molto simile al pelo da dubbing in vendita nei negozi. Un po’ complesso, forse, ma molto efficace e soprattutto poco costoso.

Qualsiasi negozio di passamaneria è rifornito di fili e filati di ogni genere, compresi quelli tutti “luccicosi” (tipo addobbo di Natale) che ben si prestano per i nostri streamer i cui occhietti si possono reperire in negozi di giocattoli o bambole.

Se, invece degli occhietti in plastica, volessimo dotare i nostri streamer di occhietti piombati, le catenelle dei tappi dei lavandini sono eccellenti. Ve ne sono di varie misure e peso.

Nei negozi di articoli per belle arti si trovano spesso piume di vario genere, anch’esse adatte per i nostri streamer, o perline forate di vario peso e dimensioni (ottime come “bead head” delle nostre ninfe).

Le passamanerie hanno anche elastici molto sottili e di vari colori che fungono bene da zampette per i nostri terrestrial e bottoncini a forma di diamante, anch’essi utili come occhietti da streamer o popper.

Le calze da donna in nylon possono servire egregiamente per sostituire il filo di montaggio mentre i tappetini del mouse usati o qualsiasi altro oggetto in gommapiuma sono ottimi per i corpi dei terrestrial.

Il tulle che racchiude i confetti va bene per fare le testine galleggianti (e visibilissime!) delle ninfe emergenti (è sufficiente inglobarvi una sfera di polistirolo e poi fissarla all’amo).

I fili elettrici, una volta spelati, offrono eccellente materiale per appesantire le ninfe (la Pheasant Tail ne prevede l’utilizzo anche nella sua versione originale) e pellicce sintetiche di vario genere forniscono materiale ideale per streamer e popper.

I cordoncini dei regali spesso sono costituiti da un cordino interno rivestito da una sorta di maglia argentata o dorata. Eliminato il cordino, possiamo usare il rivestimento esterno per fare i corpi degli streamer.

Gli imballi offrono una infinità di materiale galleggiante che una volta tagliato a dovere con una lametta permette di realizzare efficaci popper mentre se avete conoscenti che lavorano in pellicceria fatevi regalare (tanto loro li buttano) di avanzi di lavorazione…

Lo spillone è un attrezzo utilissimo in fase di costruzione delle mosche. In commercio ne esistono di vario tipo (e prezzo!) ma nulla vi vieta di prendere un pezzetto di sughero (tappo di bottiglia sagomato) e di infilarci un grosso ago, bloccandolo con un po’ di Attack.

Il nodo di chiusura di una mosca si può realizzare con l’apposito attrezzo oppure con quei conetti in alluminio, forati in testa, che permettono di eseguire il nodo in maniera più che soddisfacente. Sostituiteli con una biro, dalla quale avrete eliminato il refill.

Coda di topo sporca o leggermente rovinata!? Se è una doppio fuso, è sufficiente capovolgerla e ne avrete una nuova. In caso contrario, non vi rimane che cercare di farla “risorgere” immergendola, srotolata, in una bacinella di acqua tiepida in cui avrete sciolto un po’ di sapone di marsiglia. Dopo una notte, sciacquate energicamente, stendetela fra due alberi o pali, e passatela più volte con uno straccio morbido e con un po’ di energia. Sarà come (quasi) nuova!!!

Cominciate con queste cose semplicissime ed evitate di buttare via soldi, soprattutto se siete dei principianti. Saprete maggiormente apprezzare l’attrezzo “giusto” una volta che avrete padroneggiato la tecnica. E ve lo godrete molto, ma molto di più!!!

 

OV

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