La pesca a mosca in provincia di viterbo

Il Luccio italico

Ordine: Esociformi

Famiglia: Esocidi

Nome scientifico: Esox cisalpinus

Questa specie è stata distinta dal Luccio nordico (Esox lucius) solo nel 2011

 

Descrizione

Il luccio è un pesce di grandi dimensioni e le femmine, più grandi dei maschi, possono arrivare a misurare più di 1,30m per oltre 20 Kg di peso.

Presenta un corpo allungato e potente con una grande testa. La bocca è provvista di centinaia di denti robusti ed acuminati e la sua forma schiacciata a forma di becco hanno fatto si che in alcune regioni venisse identificato come luccio papera. Ha occhi grandi che gli conferiscono un eccellente vista e organi sensoriali sulle mascelle inferiori.

La pinna dorsale è particolarmente arretrata, in corrispondenza della pinna anale, le pinne pettorali e ventrali risultano relativamente piccole. Le pinne possono assumere toni rossastri e presentano macchie scure

A differenza del luccio nordico con il quale condivide la maggior parte delle caratteristiche e delle abitudini, contraddistinto da macchie ovali o puntiformi, l’italico ha una livrea a bande trasversali più chiare su una colorazione di fondo che sfuma dal bruno-verde olivastro del dorso fino al bianco-giallastro del ventre.

Diffusione

Un tempo largamente diffuso nelle regioni settentrionali e centrali d’Italia, la specie sta subendo una contrazione dovuta alla pressione della pesca, e alla scomparsa o alla contaminazione delle acque che abita.
Sembra inoltre che l’introduzione di specie aliene come il Black Bass, con cui entra in competizione alimentare, stia contribuendo alla scomparsa di questi pesci nelle nostre acque.

Habitat

Tipico abitante degli ambienti lacustri e dei fiumi in cui la corrente sia meno veloce, predilige acque limpide, stagnanti ma ben ossigenate. Generalmente abita zone ricche di canneti e piante acquatiche in cui possa nascondersi ai fini della caccia e della riproduzione.

Biologia

È un pesce dalle abitudini solitarie e per buona parte dell’anno stazionarie, il suo ruolo di predatore è utilissimo per l’ecosistema, operando di fatto un azione di controllo demografico delle altre specie, in special modo ciprinidi, che costituiscono le sue prede abituali, in età adulta può arrivare a nutrirsi di anfibi, piccoli mammiferi e giovani uccelli acquatici, sono inoltre noti casi in cui questa specie arrivi a nutrirsi di consimili.

La riproduzione spinge i lucci verso specchi d’acqua meno profondi, ben ossigenati e con una fitta vegetazione su cui poter deporre le uova, qui tra febbraio e maggio i maschi tendono a raggrupparsi intorno alle femmine, generalmente 2-4 maschi ogni femmina, per accoppiarsi. Una volta conclusa la riproduzione gli esemplari adulti tornano alle loro abitudini e alle zone di origine.

Pesca

Il luccio è pescato ai fini commerciali per le sue carni pregiate, ma è anche una preda ambita dai pescatori ricreativi. Tra le tecniche utilizzate per catturarlo, lo spinning è oggi la più diffusa, ma viene pescato anche con esche vive o morte e col galleggiante.

Anche per questo predatore è possibile usare la tecnica della pesca a mosca, in questo caso si possono usare streamer che con la loro mole e il loro movimento in acqua lo inducano ad attaccare.

È opportuno ricordare di fare attenzione nel momento in cui si maneggia un luccio, sopratutto nelle fasi di slamatura poiché i suoi denti possono lacerare facilmente la pelle e lasciare dolorosi tagli ai pescatori poco accorti.

Regolamento per il Lazio:
(Legge regionale 87/90 aggiornato a novembre 2021)

  • Misura minima:  30 cm
  • Divieto di pesca:  dal 15 febbraio al 30 marzo

(Rubrica a cura di Amedeo)

(Ittiologia) 

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