La pesca a mosca in provincia di viterbo

La Rovella

Ordine: Cipriniformi

Famiglia: Ciprinidi

Nome scientifico: Rutilus rubilio

 

 

 

Descrizione

La Rovella è un ciprinide di taglia medio piccola che raramente supera i 20 cm e i 200 grammi di peso e che viene spesso confusa con altri pesci come l’alborella il triotto o la scardola.

Ha un corpo affusolato, bocca piccola con una livrea che varia dal verde oliva al bruno verdastro che schiarisce verso il ventre di colore bianco. I fianchi sono argentei; talvolta è visibile una striscia dorata longitudinale mentre durante il periodo di frega è visibile una striscia scura longitudinale che si estende dall’occhio fino al peduncolo caudale.

La pinna dorsale e caudale sono semitrasparenti mentre le pettorali, le ventrali e la pinna anale sono di colore arancione-rossiccio con tonalità più accese durante il periodo riproduttivo.

Le femmine raggiungono dimensioni maggiori dei maschi, vivendo generalmente più a lungo. I maschi durante il periodo di frega presentano tubercoli nuziali sulla testa, mentre le femmine appaiono più tozze per la maturazione delle gonadi.

Diffusione

Specie endemica dell’Arno e del Tevere, si è diffusa in tutto il versante tirrenico della penisola oltre ad essere stata introdotta in alcuni bacini del versante adriatico.

L’introduzione di altre specie che occupano le stesse nicchie ecologiche (come il Triotto) ha portato ad una contrazione delle popolazioni specialmente dove ci sono acque ferme o poco correnti. Altro fattore di rischio per la specie, come purtroppo per moltissime altre, sono le modifiche degli alvei fluviali, dovute all’azione dell’uomo.

Habitat

È in grado di popolare diversi tratti dei fiumi di piccole dimensioni, prediligendo corsi d’acqua poco profondi con corrente moderata, ricchi di vegetazione acquatica e con fondali di sabbia o ghiaia ma può vivere anche con fondali fangosi.

Biologia

È una specie gregaria che vive in gruppi di centinaia di individui, vivendo e nutrendosi sul fondo e a mezz’acqua. Essendo onnivora si ciba di insetti acquatici, invertebrati, crostacei e alghe.

La riproduzione avviene tra marzo e luglio, a seconda delle temperature. In questo periodo piccoli gruppi composti da una femmina e alcuni maschi rilasciano, in zone di acqua bassa e limpida, le uova fecondate sulle piante o sulla ghiaia.

Pesca

Oggi la pesca commerciale di questa specie è praticamente inesistente, mentre viene spesso pescata dai pescatori sportivi con le stesse tecniche usate per il vairone e come quest’ultimo è rapidissima nella mangiata.

Pescando con la mosca è necessario usare imitazioni su ami molto piccoli, sia a secca che con ninfe o sommerse. La sua cattura, grazie alle sue doti di velocità e scaltrezza, non è semplice, regalando divertimento e soddisfazione, quando si riesce ad avere ragione di qualche esemplare.

Regolamento per il Lazio:
(Legge regionale 87/90 aggiornato a novembre 2021)

Misura minima: Nessuna misura minima
Divieto di pesca: Nessuno

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